Il tuo carrello è vuoto!
Italiano Inglese
Ciao! Accedi o registrati

AVICOLTURA ALLEVAMENTO DEGLI ANIMALI UNA CRISI DA EVITARE

Data di pubblicazione: 22/08/2023

PREZZI ELEVATI PER CARNI AVICOLE E UOVA.
MA GIÀ ARRIVANO I PRIMI SEGNALI DI CEDIMENTO, CHE POTREBBERO ARRESTARE LA CADUTA DEI CONSUMI E FAVORIRE UN MAGGIORE EQUILIBRIO.
PURCHÉ CRISI GEOPOLITICHE E SANITARIE ALLENTINO LA PRESA
il mercato delle carni avicole e delle uova ha raggiunto nel 2022 prezzi record, mai registrati in passato.

Se ci si ferma a queste evidenze il settore sembra attraversare una lunga stagione di successi.

In realtà l'avicoltura italiana sta affrontando sfide importanti dalle quali può dipendere il suo futuro.

 

Mai era successo che il settore dovesse fronteggiare nello stesso tempo emergenze sanitarie, improvvisi aumenti di costi per le crisi geopolitiche e mutamenti delle abitudini alimentari conseguenti alla pandemia da Covid-19.

Ma andiamo con ordine, partendo da una "fotografia" del comparto avicolo.


Quanto vale l'avicoltura
Vediamo allora i "numeri" dell'avicoltura italiana, che mettendo insieme carne e uova arriva a produrre un fatturato di circa 3,5 miliardi di euro, ai quali si aggiungono gli oltre sei miliardi del comparto industriale, quello che si occupa della trasformazione dei prodotti avicoli.

Per fare un confronto, uova e pollame rappresentano circa l'8% dell'intero fatturato agricolo, quasi quanto valgono tutte le altre carni, che nel loro insieme raggiungono il 12,5% del fatturato agricolo, come evidenzia uno degli ultimi rapporti di Ismea sul comparto avicolo.


Le sfide
Un settore di importanza strategica visto che si tratta di uno dei pochi segmenti dell'agroalimentare italiano nel quale possiamo vantare livelli di autosufficienza della produzione interna.

Un risultato raggiunto grazie a un'efficiente struttura produttiva, fortemente integrata nelle sue diverse fasi, dalla produzione alla trasformazione.

Punti di forza messi a dura prova dai ricorrenti episodi di influenza aviaria che hanno interessato le aree produttive più importanti, come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, dei quali AgroNotizie ha più volte riferito.

 

E' in queste regioni che si concentra oltre la metà del patrimonio avicolo italiano e la diffusione del virus ha pesato sensibilmente sul comparto, comprimendo la produzione in un momento di crescita della domanda.

Un problema, a dire il vero, che non ha riguardato solo l'Italia, questo dell'influenza aviaria, ma che ha coinvolto gran parte dei paesi europei.


La "corsa" delle uova
Il calo della produzione e la crescita della domanda di carni avicole, in particolare durante le fasi più critiche della pandemia da Covid 19, è fra le principali motivazioni della costante risalita dei prezzi di mercato delle carni.

Ancor più evidenti gli effetti sul comparto delle uova, dove la ripresa della produzione sconta tempi più lunghi rispetto al ciclo della carne.

Una crescita dei prezzi di mercato che ha coinvolto tutto il settore europeo e che solo a fine gennaio ha mostrato modesti segnali di cedimento.

Il prezzo medio dei broiler si colloca a 255,94 euro per quintale il 2,2% in meno rispetto al mese precedente, ma il 16,65% in più rispetto a un anno fa.

Aumenti ancor più significativi si registrano per le quotazioni delle uova, che hanno raggiunto a livello europeo una media di 246,87 euro al quintale, il 72,2%% in più rispetto a un anno fa, come evidenziano le analisi della Commissione europea.

Back to Top

Questo sito utilizza i cookie. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego.

Statistiche web